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Perché la distrazione influisce sul design?

Perché la distrazione influisce sul design?

In occasione del Salone del Mobile 2014 e del lancio della nuova campagna di comunicazione ‘Comunicare in modo più semplice’, Punkt. ha organizzato una conferenza stampa moderata da Gianluigi Ricuperati, intitolata ‘Perché la distrazione influisce sul design?’. I relatori - Petter Neby, Oliviero Toscani e John Tree – hanno analizzato i vari modi in cui le attuali tendenze del mercato stanno mettendo a dura prova l’armonia e la forma del design.

Nella sua introduzione Petter Neby ha affermato: “Penso che oggi uno degli obiettivi più pressanti maggiori del design sia ridefinire ciò di cui abbiamo veramente bisogno nell'amibente che ci circonda ”. Ha sottolineato che negli ultimi 10-20 anni di produzione per il consumo la reputazione del design è stata offuscata e l’opinione pubblica l'ha  associato alla produzione in massa di oggetti di cui le persone non hanno realmente bisogno.
Secondo Neby dobbiamo cominciare a sottrarre anziché aggiungere all'infinito. Ciò non significa remare contro il progresso o la tecnologia, ma ritornare all’essenziale per realizzare prodotti moderni più accessibili ed essenziali.

Il fotografo italiano Oliviero Toscani, la forza creativa dietro alcuni dei marchi di moda più famosi al mondo, ha confessato di essere turbato da quello che sta succedendo ultimamente nel mondo del design. Ha spiegato come lavorare con Punkt. sia stata per lui una magnifica opportunità di concentrarsi su una campagna con un senso e uno scopo ben preciso. Ha ammesso di essere stufo dell’atteggiamento del mercato rispetto al design, che descrive come: “Consuma di più, progetta di più, inquina di più”. È convinto che la sfida per i designer di oggi sia riconoscere che il design è un atto sociale e politico fondamentale e non soltanto una professione.

Quando si tratta di tecnologia, Toscani non ha dubbi sul suo potenziale per migliorare la nostra vita quotidiana, ma crede anche che può fare più male che bene se usata in modo sbagliato. Vede nel piccione viaggiatore l’ultima macchina di comunicazione, perfettamente in linea con la filosofia aziendale di Punkt. e dell’etica del design di Jasper Morrison. Ha commentato: “Per secoli, i piccioni viaggiatori hanno messo in contatto le persone con una precisione e velocità incredibile, e il fatto che non li consideriamo con la dovuta attenzione conferma che stiamo rimpiazzando incredibili esempi di design con robaccia inutile”.

John Tree, che ha lavorato con Jasper Morrison per più di 10 anni, crede che uno degli aspetti negativi della distrazione tecnologica sia il fatto che lascia poco spazio all’immaginazione. Ha sottolineato che la noia è utile alla creatività e quindi fondamentale per il design. Secondo Tree il design è la soluzione perché solo i designer possono cambiare il modo di consumare la tecnologia, dalla grafica dei prodotti alla lingua, dalla forma alla funzione. Il designer, per lui, si pone tra la tecnologia e l’utente finale. 

Secondo John Tree il mondo dei prodotti è stato cannibalizzato. Gli smartphone stanno divorando i prodotti con singole funzioni, come le macchine fotografiche o i lettori CD, lasciandoci con un solo dispositivo che fornisce la peggiore esperienza di tutti questi prodotti messi assieme. Ma Tree non è pessimista: pensa che ci vorrà molto prima che si verifiche ciò che lui descrive stesso come un ‘nuovo giardino’ di prodotti che andrà oltre la tecnologia e si concentrerà di nuovo sulle singole funzioni: “Prodotti nuovi e molto efficaci. Diciamo prodotti a cui sono state apportate delle modifiche”. Ha concluso dicendo che Punkt. è il primo profumo che arriva da quel nuovo giardino di prodotti oggi disponibile.

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